Incontrare un serpente durante una passeggiata sul Vesuvio, tra i sentieri del Cilento o nelle campagne del casertano può far saltare il cuore in petto. La paura dei rettili è ancestrale, eppure nella stragrande maggioranza dei casi ci troviamo di fronte ad animali completamente inoffensivi.
In Campania, l’unica specie che possiede un veleno potenzialmente rilevante per l’uomo è la vipera (Vipera aspis). Tutti gli altri serpenti presenti sul territorio regionale sono innocui, privi di veleno e, anzi, utilissimi alleati dell’agricoltura e dell’ecosistema poiché tengono sotto controllo la popolazione di roditori e insetti.
Impariamo a conoscere i più comuni e a capire perché non dobbiamo temerli.
I giganti buoni: i grandi colubri campani
I serpenti più grandi che popolano la regione appartengono alla famiglia dei colubridi. Sono agili, veloci e totalmente privi di veleno.
1. Il Cervone (Elaphe quatuorlineata)
È il re dei serpenti italiani: può superare i 150 cm di lunghezza (in rari casi sfiora i 2 metri). Ha un colore giallastro-marrone con quattro caratteristiche linee scure sul dorso.
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Carattere: Estremamente pacifico, lento nei movimenti e timido. Se minacciato, preferisce soffiare o fingersi morto piuttosto che mordere. Nel folklore locale è spesso protetto dagli agricoltori perché caccia attivamente i topi.
2. Il Biacco (Hierophis viridiflavus) – Localmente detto “A’ Serpe” o “Frustone”
Il biacco è il serpente più comune in Campania. Lo si riconosce per la livrea scura (spesso nera o verde scuro con macchie gialle) e per la sua incredibile velocità.
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Carattere: Molto scattante. Se messo alle strette e impossibilitato a fuggire, può difendersi mordendo con vigore. Il suo morso, tuttavia, non avendo veleno, provoca solo piccoli graffi superficiali simili a quelli di un rovo.
3. Il Saettone o Colubro di Esculapio (Zamenis longissimus)
Elegante, con una colorazione verde oliva o marrone uniforme e il ventre giallastro (come visibile nella foto sopra). È un ottimo arrampicatore e frequenta spesso muretti a secco e rami degli alberi.
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Carattere: Calmo e tollerante, è il serpente storicamente associato al bastone di Esculapio, simbolo della medicina.
Gli amanti dell’acqua: le Natrici (o bisce d’acqua)
Se vi trovate nei pressi del fiume Sele, del Volturno o vicino a laghi e paludi, potreste imbattervi nelle natrici.
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Natrice dal collare (Natrix natrix): Riconoscibile per un “collare” chiaro e nero dietro la testa.
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Natrice tassellata (Natrix tessellata): Ha una livrea a scacchi che purtroppo, a un occhio non esperto, la fa spesso scambiare per una vipera.
La loro difesa segreta: Le natrici non mordono praticamente mai. Per difendersi usano la tanatosi (si fingono morte mettendosi a pancia in su con la lingua a penzoloni) ed emettono una sostanza dall’odore nauseabondo per scoraggiare i predatori.
Come distinguere un serpente innocuo da una vipera?
Per camminare sul sicuro, basta memorizzare tre dettagli visivi fondamentali:
| Caratteristica | Serpenti Innocui (Biacco, Cervone, ecc.) | Vipera (Unico pericolo) |
| Pupilla | Rotonda (come la nostra) | Verticale (come quella di un gatto) |
| Testa | Ovale, idrodinamica, fusa con il corpo | Triangolare, ben distinta dal collo |
| Coda | Lunga e che si stringe in modo graduale | Corta e che si stringe bruscamente |
Cosa fare in caso di incontro?
I serpenti non vedono l’uomo come una preda, ma come un gigantesco e pericoloso predatore. Nella totalità dei casi, se avvertono le vibrazioni dei passi, fuggono prima ancora di essere visti.
Se ne incrociate uno immobile sul sentiero:
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Fermatevi a un paio di metri di distanza.
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Non tentate di colpirlo o toccarlo con bastoni.
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Lasciategli una via di fuga: si allontanerà da solo in pochi secondi.
Ricordiamo che tutti i rettili autoctoni sono protetti dalle leggi europee e nazionali; ucciderli o catturarli è un reato penale, oltre che un danno concreto all’ambiente naturale campano.











