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Custodi silenziosi della biodiversità: i serpenti innocui che puoi incontrare in Campania

Redazione Coccoanimali.it Da Redazione Coccoanimali.it
3 Giugno 2026
in Animali selvatici
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Custodi silenziosi della biodiversità: i serpenti innocui che puoi incontrare in Campania
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Incontrare un serpente durante una passeggiata sul Vesuvio, tra i sentieri del Cilento o nelle campagne del casertano può far saltare il cuore in petto. La paura dei rettili è ancestrale, eppure nella stragrande maggioranza dei casi ci troviamo di fronte ad animali completamente inoffensivi.

In Campania, l’unica specie che possiede un veleno potenzialmente rilevante per l’uomo è la vipera (Vipera aspis). Tutti gli altri serpenti presenti sul territorio regionale sono innocui, privi di veleno e, anzi, utilissimi alleati dell’agricoltura e dell’ecosistema poiché tengono sotto controllo la popolazione di roditori e insetti.

Impariamo a conoscere i più comuni e a capire perché non dobbiamo temerli.

I giganti buoni: i grandi colubri campani

I serpenti più grandi che popolano la regione appartengono alla famiglia dei colubridi. Sono agili, veloci e totalmente privi di veleno.

1. Il Cervone (Elaphe quatuorlineata)

È il re dei serpenti italiani: può superare i 150 cm di lunghezza (in rari casi sfiora i 2 metri). Ha un colore giallastro-marrone con quattro caratteristiche linee scure sul dorso.

  • Carattere: Estremamente pacifico, lento nei movimenti e timido. Se minacciato, preferisce soffiare o fingersi morto piuttosto che mordere. Nel folklore locale è spesso protetto dagli agricoltori perché caccia attivamente i topi.

2. Il Biacco (Hierophis viridiflavus) – Localmente detto “A’ Serpe” o “Frustone”

Il biacco è il serpente più comune in Campania. Lo si riconosce per la livrea scura (spesso nera o verde scuro con macchie gialle) e per la sua incredibile velocità.

  • Carattere: Molto scattante. Se messo alle strette e impossibilitato a fuggire, può difendersi mordendo con vigore. Il suo morso, tuttavia, non avendo veleno, provoca solo piccoli graffi superficiali simili a quelli di un rovo.

3. Il Saettone o Colubro di Esculapio (Zamenis longissimus)

Elegante, con una colorazione verde oliva o marrone uniforme e il ventre giallastro (come visibile nella foto sopra). È un ottimo arrampicatore e frequenta spesso muretti a secco e rami degli alberi.

  • Carattere: Calmo e tollerante, è il serpente storicamente associato al bastone di Esculapio, simbolo della medicina.

Gli amanti dell’acqua: le Natrici (o bisce d’acqua)

Se vi trovate nei pressi del fiume Sele, del Volturno o vicino a laghi e paludi, potreste imbattervi nelle natrici.

  • Natrice dal collare (Natrix natrix): Riconoscibile per un “collare” chiaro e nero dietro la testa.

  • Natrice tassellata (Natrix tessellata): Ha una livrea a scacchi che purtroppo, a un occhio non esperto, la fa spesso scambiare per una vipera.

La loro difesa segreta: Le natrici non mordono praticamente mai. Per difendersi usano la tanatosi (si fingono morte mettendosi a pancia in su con la lingua a penzoloni) ed emettono una sostanza dall’odore nauseabondo per scoraggiare i predatori.

Come distinguere un serpente innocuo da una vipera?

Per camminare sul sicuro, basta memorizzare tre dettagli visivi fondamentali:

Caratteristica Serpenti Innocui (Biacco, Cervone, ecc.) Vipera (Unico pericolo)
Pupilla Rotonda (come la nostra) Verticale (come quella di un gatto)
Testa Ovale, idrodinamica, fusa con il corpo Triangolare, ben distinta dal collo
Coda Lunga e che si stringe in modo graduale Corta e che si stringe bruscamente

Cosa fare in caso di incontro?

I serpenti non vedono l’uomo come una preda, ma come un gigantesco e pericoloso predatore. Nella totalità dei casi, se avvertono le vibrazioni dei passi, fuggono prima ancora di essere visti.

Se ne incrociate uno immobile sul sentiero:

  1. Fermatevi a un paio di metri di distanza.

  2. Non tentate di colpirlo o toccarlo con bastoni.

  3. Lasciategli una via di fuga: si allontanerà da solo in pochi secondi.

Ricordiamo che tutti i rettili autoctoni sono protetti dalle leggi europee e nazionali; ucciderli o catturarli è un reato penale, oltre che un danno concreto all’ambiente naturale campano.

Redazione Coccoanimali.it

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